Perché nominare un curatore per l’eredità giacente? Il termine per accettare l’eredità è molto lungo: 10 anni dalla morte. Può accadere che la persona defunta non abbia parenti prossimi facilmente rintracciabili (ad esempio perché si tratta di parenti che risiedono all’estero, o perché si tratta di zii o prozii emigrati nell’immediato dopoguerra in Paesi lontani, come Australia, Nuova Zelanda, Sud America, Stati Uniti o Canada); oppure può capitare che i parenti esistenti rinuncino all’eredità, senza che sia possibile individuare quelli di grado più lontano (i cosiddetti “chiamati ulteriori”). Si ricorda che la successione legittima si estende fino al 6° grado di parentela; in mancanza di parenti entro il 6° grado, l’eredità si devolve allo Stato. Altre volte le persone che potrebbero accettare l’eredità sono indecise se farlo o meno, perché il loro congiunto deceduto aveva molti debiti; oppure, semplicemente, perdono tempo perché prese da altri problemi, personali o di salute. L’eredità, durante questo tempo di attesa, è detta “giacente” e lo scopo è quello di evitare che i beni ereditari, prima dell’accettazione, restino privi di tutela giuridica: occorre cioè provvedere alla loro conservazione ed amministrazione. In certi casi vi sono persone che potrebbero subire un pregiudizio a causa della perdita di tempo. Si pensi, ad esempio, ai creditori del defunto, i quali hanno interesse a che il patrimonio di quest’ultimo venga conservato in buono stato e che, in attesa dell’accettazione da parte degli aventi diritto, non vengano sottratti beni che potrebbero essere utili per soddisfare il loro credito. Si tratta dunque di situazioni in cui è utile nominare una persona, detta curatore, che si occupi della conservazione e dell’amministrazione del patrimonio ereditario. Il curatore dell’eredità giacente viene nominato dall’autorità giudiziaria in presenza dei seguenti presupposti: mancata accettazione dell’eredità e mancato possesso dei beni ereditari da parte di alcuno dei chiamati. Anche in questo settore di attività si garantisce professionalità e competenza, avendo maturato esperienza diretta sia come curatore dell’eredità giacente, sia per l’assistenza nella predisposizione, redazione e deposito presso il Tribunale competente del ricorso per la nomina del curatore.
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